Identità sull'orlo del baratro

L'ultima pubblicazione di Nicola Lagioia, La città dei vivi, edita da Einaudi nella collana Supercoralli, che parla dell'omicidio di Luca Varani ad opera di Marco Prato e Manuel Foffo avvenuto nel marzo 2016 in un appartamento del quartiere Collatino a Roma durante un festino privato, è un libro in cui ci troviamo esposti senza protezioni sull'orlo di un baratro in cui l'identità vacilla, non riesce a fissarsi in una forma che possa garantire l'assunzione di responsabilità e la conseguente rielaborazione di un delitto compiuto senza movente alcuno. L'identità stessa del libro oscilla, impossibile da definire. Nel suo tentativo di abbracciare la complessità di un fatto di cronaca efferato e per certi versi assurdo, non poteva che essere un ibrido in cui la narrazione omodiegetica cede il passo quasi completamente ad un taglio eterodiegetico, in cui si alternano ricostruzione documentaria, reportage, inchiesta, riflessione, elementi romanzati e confessioni autobiografiche.

La mia top five libresca del 2019. Un libro top per 5 categorie letterarie!

L'anno nuovo per me inizia sempre dopo l'Epifania. E dunque, prima che si chiuda la settimana che segue il 6 gennaio di questo 2020 ancora tutto da scoprire, eccomi qui a stilare una sorta di classifica delle mie più belle letture del 2019. Ho scelto 5 libri, ciascuno rappresentativo di una differente categoria letteraria (il termine genere mi incute un poco di timore in questi casi, perché è un attimo trovare dei libri che non rientrano a pieno nelle "mortificanti" forme codificate). Ho letto davvero molti bei libri quest'anno, il che mi rende felice. Tuttavia per creare una classifica ho dovuto effettuare una scelta, escludendo indubbiamente titoli meritevoli, che magari qualcuno di voi avrebbe preferito. Ma ogni lettore è a sé e io posso parlare solo a mio nome, per cui scopriamo questa cinquina!

La scommessa "impossibile" del linguaggio: rivelare senza svelare del tutto!

Se è vero quanto scriveva De Maistre, ossia che "ogni degradazione individuale e nazionale si manifesta subito con una degradazione rigorosamente proporzionata al linguaggio", allora dobbiamo ammettere con grande rammarico che viviamo in tempi bui. Del resto l'affermazione del filosofo francese appare inopinabile se pensiamo che il linguaggio è quanto di più rappresentativo della specie umana, è la facoltà che più di ogni altra ci distingue dagli altri animali e che è alla base di tutte le nostre relazioni, delle strutture e della sovrastrutture. Viene allora da chiedersi: cosa possiamo fare per arginare questa crisi, per contrastare questa degradazione dilagante? Esiste una via di uscita da questa impasse? Una possibile e significativa soluzione ci viene suggerita da Marco Balzano nell'introduzione al suo saggio edito da Einaudi e dal perentorio titolo: Le parole sono importanti. Dove nascono e cosa raccontano , nelle librerie dal febbraio scorso.

Massimo Recalcati, I tabù del mondo, Einaudi, 2017, pp. 170

I tabù del mondo dello psicanalista lacaniano Massimo Recalcati è un libro che indaga la dialettica esistente tra l’esperienza del limite e la spinta alla sua violazione, che caratterizza da sempre la vita umana e sulla quale si fonda “l’iscrizione simbolica del tabù”. La riflessione filosofica di Recalcati si basa su una concezione positiva e umanizzante del tabù, foriero del segreto di cui ogni vita umana è impregnata. Il limite, la Legge, il tabù, non vanno considerati come forme repressive per la vita umana, bensì come fondamenti etici di ogni esistenza che faccia del desiderio la propria bussola. La raccolta di saggi passa in rassegna diverse figure mitologiche e numerose patologie cliniche per mostrare come oggi sia necessaria una rivalorizzazione del tabù come effetto di una Legge che umanizza la vita.


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  • Valentina Ottoboni
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...così viviamo noi e sempre prendiamo congedo.

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