Metinella: la scommessa dell'imprenditore bresciano Stefano Sorlini, che a Montepulciano produce il più nobile tra i Sangiovese!

Ciao lettori, forse non tutti sanno che oltre alla passione incredibile per la parola scritta e la carta stampata, ho recentemente scoperto un altro amore che vorrei coltivare: quello per il vino, che è senza dubbio espressione culturale del territorio e degli uomini che lo producono. Una bevanda che ha una storia che affonda le proprie radici nell'antichità e che parla del rapporto stretto tra clima, terreno e tecniche di coltivazione, che si racconta non attraverso carta e inchiostro, ma attraverso i profumi e i sapori che si sprigionano dal bicchiere. Al vino dobbiamo riconoscere un grande valore, la sua autenticità, perché è sempre sincero e non mente. Nessuno infatti oserebbe smentire il detto latino: In vino veritas.

Per coltivare questa mia nuova passione, da qualche mese mi sono associata all'AIS - Associazione Italiana Sommelier, presso la delegazione di Brescia, e mi sono iscritta ai loro corsi. Ho conlcuso il primo livello e non vedo l'ora che si sblocchi questa difficile situazione per tornare a seguire il secondo livello. Frequentando con passione la sede Ais di Brescia ho scoperto numerose iniziative volte a far conoscere le varietà vitivinicole italiane e tra queste, estremamente accessibili a livello di costi, ci sono anche le serate dedicate alle presentazioni aziendali, in cui le diverse cantine propongono i loro prodotti, guidate da un degustatore scelto dalla delegazione. La prima serata cui ho avuto il piacere di partecipare è stata il 27 gennaio 2020, con la presentazione della cantina Metinella di Montepulciano, nata dalla scommessa di Stefano Sorlini, imprenditore bresciano.

La cantina Metinella è nata tra giugno e dicembre 2015, grazie alla fusione, per volontà di Stefano Sorlini, di due realtà ubicate nel cuore di Montepulciano, terra di grande bellezza, ricca di luce e colori, di profumi e tradizioni, in cui ad agosto, in un clima accaldatissimo, si disputa il Bravio delle botti, sfida tra contrade di origini antichissime, dato che se ne parla già negli statuti comunali del 1337. Ed è proprio in questo comune della provincia di Siena, zona vocata alla produzione del Nobile di Montepulciano, che l'imprenditore bresciano decide di scommettere. Del resto nel celeberrimo ditirambo Bacco in Toscana del medico, naturalista e letterato Francesco Redi, il Dio dell'ebbrezza rivolgendosi alla diletta Arianna dalla bianca mano, pronuncia la sua insindacabile sentenza: Montepulciano d'ogni vino è il re.

Il primo appezzamento di terreno che Sorlini acquista si trova nella zona bassa di Montepulciano, nella frazione di Cervognano, e conta circa 11 ettari vitati, ma dispone di una cantina troppo scarsa per i progetti produttivi di Stefano. Ecco allora che il 23 dicembre 2015, egli firma l'atto di compravendita di un secondo terreno con una ampia cantina già in essere, parte del gruppo Tenute Toscane. In questo modo egli può disporre di una amplissima miscellanea di terreni, posti a differenti altezze, con caratteristiche diverse, più limosi nella parte bassa e più tufacei man mano che si sale in altitudine. Una scelta davvero azzeccata per chi vuole trarre il meglio dalla natura e dal rapporto che con essa si instaura, di estremo rispetto e cura, come dimostra la scelta di improntare la coltivazione al biologico, bandendo l'utilizzo di qualsiasi tipo di fitofarmaco a affidandosi solo a zolfo e verderame.

Sorlini per prima cosa fa un lavoro di totale restauro di questa seconda cantina, o sarebbe meglio parlare di rifacimento. Mantiene infatti intatti solo i muri perimetrali, aggiornando tutto il resto e scegliendo di creare un impianto di climatizzazione che impedisca il ristagno di liquidi, di modo che non si creino muffe. Questo permette alle sue nuove grandi botti di legno misto Rovere e Allier, di dare il meglio di sé, divenendo la miglior dimora possibile per accogliere il suo nettare.

In vigna estirpa tutti i vitigni internazionali, rimpiazzandoli con gli autoctoni (Prugnolo Gentile, biotipo del San Giovese, Canaiolo, Mammolo e Colorino) ad eccezione del Cabernet, omaggio alle sue origini lombardo-venete. Inoltre in una zona sotto collina in cui il San Giovese non dava buoni frutti sono state estirpate le vecchie viti, è stato creato un nuovo sistema per una irrigazione efficace senza ristagni di acqua e verrà creato un appezzamento per la sperimentazione dei bianchi.

Sorlini ha le idee molto chiare su quello che vuole e ha una filosofia che segue con convinzione e determinazione. Egli infatti non si rifa al nuovo disciplinare per la produzione del Nobile, che consente l'inserimento di fino ad un 30 % di vitigni internazionali, comprese uve a bacca bianca, ma insieme al suo primo enologo vuole tornare alle origini, avvalendosi anche dell'ausilio dei libri di storia.

Sorlini vuole produrre vini che raccontino della terra che ospita le vigne, di una madre fertile e generosa. Ecco che quindi chiama la sua Cantina Metinella, come il poggio toscano su cui risiede, perché è femminile, suadente e pare il "nome di una bella donna". Mi verrebbe da pensare che anche la scelta delle bottiglie di forma troncoconica siano un omaggio alla femminilità, vestite di etichette eleganti e raffinate, di carta-cotone, minimaliste ed essenziali, perché a buon intenditor poche parole e perché ciò che conta è il contenuto. Dal punto di vista tattile sono estremamente godibili. Con questa scelta estetica votata al minimalismo moderno, la cantina si affaccia quindi sul mercato dei vini inserendosi in un settore produttivo che vanta un storia lunga e carica di tradizione, ma con un packaging fresco e innovativo.

In questa interessante serata Sorlini, dopo averci parlato della sua filosofia produttiva, ci propone sei vini in assaggio, con la guida dell'esperto degustatore Riccardo Contessa. Vediamoli insieme!

OMBRA, Toscana Bianco I.G.T, 2018, 12, 5% (100% Sangiovese)

Un bianco che nasce dal desiderio di Sorlini di fare un vino che si discosti sia dal Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G., che da quello del Rosso di Montepulciano D.O.C. Vinificare un Prugnolo Gentile in bianco è stata un'impresa ardua, per via del colore delle bucce. Si è dovuto fare estrema attenzione a trovare il momento di maturazione perfetto per l'obiettivo, vendemmiarlo di notte, sul fare dell'alba, nel momento in cui la temperatura è più bassa. Le uve raccolte sono state trasportate con il ghiaccio secco e una volta in cantina è stato lavorato immediatamente a temperatura controllata.

OMBRA è un vino che fa solo affinamento in acciaio. Di colore giallo paglierino medio, al naso dona note nette minerali che richiamano terreni sassosi. Alla rotazione diviene più articolato sprigionando sentori di sottobosco di fieno. In bocca scende verticale, con una acidità sostenuta ed un finale lievemente amandorlato. Di persistenza media.

ROSSO DI SERA, Rosso di Montepulciano D.O.C., 2016, 13,5% (Prugnolo Gentile - Canaiolo)

Questo vino è ottenuto da uve 90 % Prugnolo Gentile e 10% Canaiolo, con fermentazione a temperatura controllata e affinamento in botti di Rovere da 25hl per 8-10 mesi. Man mano che rimane nel bicchiere amplia il suo bouquet, si apre lentamente presentando gradualmente tutte le sfumature del suo carattere. Ecco perché lo hanno chiamato ROSSODISERA, in quanto è un vino conviviale, adatto anche per quattro chiacchiere in compagnia dopo il pasto.

Alla vista ha la media trasparenza tipica del Sangiovese e al naso regala profumi di fiori freschi, in particolare di viola e glicine, la nota speziata del pepe, una trama fruttata e tostata, che richiama ribes nero, ciliegia, nocciole. Un vino che fa legno, che ha il tempo di ossigenarsi e attenuare i tannini. Molto intenso in bocca, con una acidità sostenuta. Morbido ed equilibrato. Vino godibile, dal naso già molto espressivo, ma perché si possa godere di maggiore complessità e articolazione in bocca bisognerà attendere ancora almeno un annetto.

BURBEROSSO, Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G., 2016, 14% (Prugnolo Gentile - Canaiolo - Mammolo).

Un vino ottenuto da uve 90% Prugnolo Gentile, 5% Canaiolo e 5% Mammolo, con fermentazione a temperatura controllata di 27°C e un affinamento in botti di Rovere da 25-50hl per 18 mesi.

Alla vista di un rosso granato lievemente più evoluto rispetto al precedente. Al naso è balsamico e fruttato, con note di finocchietto selvatico, sentori di ribes e mora, di melograno e il profumo tostato della nocciola. In bocca più morbido e strutturato del ROSSODISERA, con una spalla acida importante. L'intensità al naso rispecchia quella della beva. Il calore derivante dall'alcool è ben calibrato. Persistente con tannini vispi, ma non troppo astringenti. Sarà interessante riassaggiarlo tra due o tre anni.

BURBEROSSO RISERVA, Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G, 2015, 14,5% (Prugnolo Gentile - Canaiolo - Mammolo).

Per Disciplinare la Riserva del Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. richiede almeno tre anni prima della commercializzazione.

L'invecchiamento in legno di un anno in più rispetto al precedente è evidente già all'esame visivo. Il vino si presenta infatti di colore granato con una evoluzione aranciata sull'unghia. Al naso la complessità aumenta, arricchendosi di sentori di frutta cotta, macerata, profumi di fiori secchi, pot pourri, note speziate di cannella e macis, con una balsamicità ancora spiccata. Al sorso è intenso, ma anche aggraziato, fine ed elegante, molto ben equilibrato. La componente tannica è ben calibrata dalla freschezza. Ottimo il finale, lungo e persistente, che invoglia alla beva. A detta di Contessa un azzeccatissimo abbinamento con un prodotto del territorio sarebbe con il Pecorino di Pienza .

142-4, Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G., 2015, 14% (Sangiovese - Prugnolo Gentile).

Il cru di Metinella. Un vino che è espressione piena del terroir che lo produce, che ci parla del terreno, del microclima e della mano dell'uomo che lo coltiva. Questo Nobile mutua infatti il suo nome dall'appezzamento di terreno su cui crescono le vigne: Foglio 142, Particella 4, denominato Vigneto del Diavolo, che si estende per due ettari e mezzo intorno alla cantina di vinificazione. Il suolo qui ha stratificazioni rocciose a pochi centimetri dalla superficie ci spiega Sorlini, di conseguenza le viti, di età compresa tra i 20 e 25 anni non possono affondare le radici in profondità, ma si espandono in larghezza, catturando ogni particolare profumo derivante dal terreno e beneficiando di una esposizione favorevole. La leggenda racconta che quando a Montepulciano decisero di edificare l'ennesima chiesa, il Diavolo per dispetto rese particolarmente duro il tufo da estrarre e da qui deriva il toponimo Pietra del Diavolo. Per via del fatto che il Prugnolo Gentile cresce qui in un vigneto differente da tutti gli altri, si è deciso di vinificarlo a parte, con un nome che richiamasse immediatamente la sua dimora di elezione.

Un vino che fa circa un mese di affinamento in più nelle botti rispetto al BURBEROSSO. Della stessa annata del Riserva, ma visivamente differente, meno granato. Il naso è molto complesso con spiccati accenni balsamici di eucalipto, note floreali di viola mammola e di sottobosco, oltre al profumo maschio del pellame. Un vino raffinato e piacevole, morbido, intenso, con una trama tannica vellutata. Tutte le componenti sono bene equilibrate, senza che nessuna prevalga. Secondo Contessa è maturo al punto giusto e ben si accompagnerebbe con dei tortelli di zucca.

ROSSOROSSO, Cabernet Toscana Rosso I.G.T., 2016, 13,5% ( 100% Cabernet).

La ricchezza di questo vino è data da uve dello stesso vitigno, ma coltivate ad altitudini diverse. L'intento infatti è quello di ottenere un blend di alto profilo organolettico. L'età delle piante va dai 10 ai 20 anni. Con l'annata del 2016 si sono rifatti al metodo di produzione del Ripasso, mettendo ad appassire circa il 12% delle uve sulle grelle fino a gennaio, ripassando poi il tutto. L'obiettivo era smorzare le note erbacee del cabernet affinandone i profumi.

Dal colore rosso rubino, con riflessi violacei, presenta profumi floreali di legno di rosa e fruttati di fragola, ribes e mora mature, con una lieve nota mentolata. In bocca è meno acido con tannini vispi e astringenti. Anche questo sarà interessante assaggiarlo tra due o tre anni.

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  • Valentina Ottoboni
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