Vincent Van Gogh e il suo incessante dialogo con la follia!

Il 2019 ha visto l'uscita per l'editore padovano Becco Giallo di due intense e raffinate biografie a fumetti dedicate alla vita e all'opera del pittore olandese Vincent Van Gogh: Vincent Van Love di Ernesto Anderle , di cui ho già scritto in questo blog (Vincent Van Love, la forza del cuore di Van Gogh), desideroso di mostrare l'aspetto forse più trascurato dalla critica, ossia la sua vitalità e la sua fame di amore e di condivisione, e Vincent Van Gogh-La tristezza durerà per sempre di Francesco Barilli e Roberta Sacchi in arte Sakka, che ne danno una lettura molto diversa, o meglio, filtrata da una differente prospettiva.

Se il testo di Anderle andava a valorizzare il lato più vitale del pittore olandese, la ricerca di Barilli e le illustrazioni di Sakka ne indagano invece con maggiore attenzione l’aspetto patologico, il grave disagio esistenziale e psicologico, quella “follia” con la quale i due autori presumono che Van Gogh abbia avuto un dialogo incessante, che ha scandito senza filtri tutti i momenti della sua “tragica” esistenza, in particolare i più significativi. Ho messo volutamente l’aggettivo tragica tra virgolette, perché ne voglio enfatizzare l’accezione originaria, che è intimamente connessa con la scissione interiore, con le incoerenze, con la convivenza dei contrari, che albergarono senza requie nell’uomo e nell’artista Van Gogh, pregiudicandone senza riguardo alcuno, i già fragili nervi. Lo stesso Barilli, nella nota a fine volume ne scrive in questi termini: «[...] Van Gogh era realmente dolce quanto egocentrico, collerico quanto contemplativo, simpatico e al tempo stesso irriverente»

La copertina è estremamente emblematica in tal senso: i vitali colori di Vincent, il giallo intenso e vivace dei suoi campi di grano e l’azzurro del cielo, sono oscurati dalla presenza di un corvo, incarnazione della follia, che lo sovrasta dall’alto, schiacciandolo e ottenebrando la sua visione delle cose, come è suggerito dalla macchia di colore nero che gli copre gli occhi, ma al tempo stesso fedele compagna del suo quotidiano.

Questo corvo, foriero di pensieri spesso negativi e mortiferi, sarà presente in ciascuno degli 11 capitoli che compongono questa disperata biografia a fumetti, rivestendo in alcuni il ruolo di voce narrante. Ognuno di essi è dedicato a una fase particolarmente significativa della vita del pittore e si chiude (ad eccezione del primo) con la rivisitazione grafica di una sua opera legata a quel periodo. Questa biografia fonde infatti a livello grafico e testuale, in una commistione di invenzione ai fini narrativi e ricostruzione documentaria, la vita di Van Gogh in una lettura che vede tutto filtrato attraverso lo specchio deformante di una folle tristezza viscerale. Questa chiave interpretativa, come spiega bene la Nota dello sceneggiatore alla fine del volume, prende spunto dalla lettura di diversi testi riportati in bibliografia e dalla visione di alcuni film sulla vita del pittore nativo di Zundert.

Molto azzeccata la scelta di scrivere i pensieri e i dialoghi in corsivo, a mano, imitando la grafia di Van Gogh, decisione che crea maggiore empatia da parte del lettore, che si sente quasi intimo confidente delle sue riflessioni, rielaborate a partire proprio dalle lettere che Vincent inviò all'amatissimo fratello Theo.

Le meravigliose illustrazioni di Sakka ti catturano in un vortice di emozioni contrastanti e ti proiettano senza filtri nel flusso di coscienza della tormentata e burrascosa esistenza di quest'uomo, che ha riversato la sua vitalità nelle sue tele, attraverso i colori e una gestualità carica di disperato desiderio d'amore.

L'ultimo capitolo si chiude con una citazione del pittore Lucien Pissarro, che sembra riassumere in poche righe il cuore dell'esperienza biografica e artistica di Van Gogh: «Potevi impazzire o superare tutti. Finisti col fare entrambe le cose.»

E a degna conclusione del graphic novel, Barilli e Sakka omaggiano Johanna Bonger, moglie di Theo, che dedicò la sua vita alla memoria del marito e del cognato, curando la pubblicazione del loro epistolario, consacrando Van Gogh alla fama che meritava e facendone dono al mondo.

Il volume è curatissimo sotto ogni punto di vista. Complimenti quindi a Becco Giallo, che in pochi mesi ha pubblicato due volumi degni di nota, che andrebbero forse acquistati in coppia, dato che in ciascuno è contenuta una parte di verità su questo immenso artista, profondamente umano, forse troppo umano per resistere ai colpi della vita.

Consigliatissimi!

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  • Valentina Ottoboni
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