Donne che comprano fiori: un romanzo tutto al femminile

"C’è un momento nella vita di ogni persona in cui quest’ultima ha la possibilità di fare un cambiamento radicale, a centottanta gradi. […]rinascere trasformata in qualcosa di diverso, ma conservando la propria essenza. O anche elevandola alla sua ennesima potenza, per essere più che mai se stessa."

Questo stralcio tratto dal romanzo Donne che comprano fiori di Vanessa Montfort, edito da Feltrinelli, nella collana Universale Economica, racchiude in sé il grande insegnamento che si può trarre da questo libro: per dare il meglio di noi stessi, o meglio di noi stesse, dato che è un romanzo tutto al femminile, dobbiamo superare l'impasse che spesso ci costringe e ci ingabbia in esistenze di cui non siamo reali protagoniste, ma semplici copilote, che preferiscono delegare la propria felicità ad altri, anziché agire in prima persona, afferrando il timone che guida la nostra vita verso mete che ci rappresentino realmente.

Le cinque donne che comprano fiori, ciascuna per motivi diversi, protagoniste della narrazione, sono donne in cui molte di noi potrebbero identificarsi per certi versi, bozzoli non ancora pienamente consapevoli delle loro potenzialità e ad un bivio importante delle loro vite: sta a loro decidere se rimanere ancorate ad una vita passiva o spiccare il volo come farfalle. L'opportunità di compiere questa metamorfosi nasce dal loro incontro con Olivia, la fioraia sui generis proporietaria del Giardino dell'Angelo, un meraviglioso negozio di fiori, un vivaio a cielo aperto, che invita ad entrare grazie alla scritta all'ingresso che recita: «Non smettere di sognare.» È proprio nella cornice di questo giardino, che sembra un luogo sospeso nello spazio e nel tempo, situato in uno dei quartieri più bohémien di Madrid, il Barrio de Las Letras che si svolge la vicenda, o meglio si svolgono le vicende di Marina e di altre quattro donne, Aurora, Victoria, Casandra e Gala, che sono ad un punto cruciale delle loro vite. Insoddisfatte, ciascuna per motivi diversi, frustrate e immobilizzate dalla paura del cambiamento. Diversissime le une dalle altre eppure accomunate dal desiderio ancora inconsapevole ed inespresso di cambiare le loro vite, migliorarle per essere più autentiche.

Il racconto dell'intrecciarsi casuale, ma essenziale, di queste vite, è narrato in prima persona da Marina, da poco vedova di un marito con cui ha avuto un matrimonio molto tranquillo, ma privo di qualunque slancio passionale. Un rapporto nel quale lei si sentiva al sicuro e al riparo. Ma un avvenimento come la morte prematura della persona amata rimescola tutte le carte in tavola e fa crollare ogni argine e ogni barriera protettiva che si era costruita con gli anni. È sullo sfondo di questo lutto che si sviluppa la narrazione. Ognuna di queste donne ha la necessità di elaborare la propria storia, fare i conti con il passato e con un presente che non le soddisfa e non le rappresenta, affrontare verità "scomode" che ciascuna aveva scelto di non vedere, perché quella era la via più facile, per non doversi prendere la responsabilità delle proprie scelte. È la paura che le paralizza, la paura che conduce all'immobilità e a una vita senza forti emozioni. La forza della loro unione però le renderà cosapevoli del fatto che l'unico modo per affrontare il dolore e attenuarlo è passarci attraverso. Solo così esso potrà trasformarsi in una occasione di crescita e rivoluzione interiore.

Accanto a queste cinque donne e al loro "angelo custode" Olivia, sono i luoghi ad essere protagonisti della storia. Vanessa Montfort è abile nel descriverci la Madrid meno turistica e meno conosciuta. Sembra quasi di camminare per le strade della città spagnola, intuirne i colori, sentirne intensamente i profumi e gli odori, udire il chiacchiericcio della gente e il rumore della pioggia. Le descrizioni sono molto intime e dettagliate. Si percepisce l'amore profondo che lega l'autrice a questi luoghi e viene voglia di visitarli al più presto, magari fermandosi a bere qualcosa in uno dei locali nominati.

E ovviamente a fare da filo conduttore a tutta la narrazione ci sono i fiori, con i loro colori e i loro profumi, ma soprattutto con il loro linguaggio segreto che li rende messaggi cifrati per pochi intenditori. E non da ultimi i resti di due autori imprescindibili per la letteratura spagnola: Lope de Vega e Miguel de Cervantes

Il romanzo si legge in maniera scorrevole e fluida. A tratti spinge alla riflessione, alla identificazione con qualcuna di queste donne, a chiederci se siamo felici della nosra vita. Non è un libro esente da difetti, ma nell'insieme lo consiglio vivamente. Alle donne perché potranno sentirsi anche esse protagoniste e agli uomini per comprendere meglio l'universo femminile.

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  • Valentina Ottoboni
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...così viviamo noi e sempre prendiamo congedo.

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