La scommessa "impossibile" del linguaggio: rivelare senza svelare del tutto!

Se è vero quanto scriveva De Maistre, ossia che "ogni degradazione individuale e nazionale si manifesta subito con una degradazione rigorosamente proporzionata al linguaggio", allora dobbiamo ammettere con grande rammarico che viviamo in tempi bui. Del resto l'affermazione del filosofo francese appare inopinabile se pensiamo che il linguaggio è quanto di più rappresentativo della specie umana, è la facoltà che più di ogni altra ci distingue dagli altri animali e che è alla base di tutte le nostre relazioni, delle strutture e della sovrastrutture. Viene allora da chiedersi: cosa possiamo fare per arginare questa crisi, per contrastare questa degradazione dilagante? Esiste una via di uscita da questa impasse? Una possibile e significativa soluzione ci viene suggerita da Marco Balzano nell'introduzione al suo saggio edito da Einaudi e dal perentorio titolo: Le parole sono importanti. Dove nascono e cosa raccontano , nelle librerie dal febbraio scorso.

Massimo Recalcati, I tabù del mondo, Einaudi, 2017, pp. 170

I tabù del mondo dello psicanalista lacaniano Massimo Recalcati è un libro che indaga la dialettica esistente tra l’esperienza del limite e la spinta alla sua violazione, che caratterizza da sempre la vita umana e sulla quale si fonda “l’iscrizione simbolica del tabù”. La riflessione filosofica di Recalcati si basa su una concezione positiva e umanizzante del tabù, foriero del segreto di cui ogni vita umana è impregnata. Il limite, la Legge, il tabù, non vanno considerati come forme repressive per la vita umana, bensì come fondamenti etici di ogni esistenza che faccia del desiderio la propria bussola. La raccolta di saggi passa in rassegna diverse figure mitologiche e numerose patologie cliniche per mostrare come oggi sia necessaria una rivalorizzazione del tabù come effetto di una Legge che umanizza la vita.