Antologia di Spoon River, la raccolta poetica che segnò la rinascita della poesia americana

Buongiorno Lettori e buona domenica. Oggi, approfittando dell'ultimo giorno della challenge #censuramente lanciata dalla bravissima @chiamartini95 su Instagram, voglio parlarvi di un libro la cui traduzione costò a Fernanda Pivano il carcere: Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

Antologia di Spoon River è una raccolta di componimenti poetici accomunati dalla forma dell'epitaffio funebre: ciascuna poesia infatti altro non è che l'iscrizione tombale in cui ognuno dei 243 personaggi coinvolti, che riposano ormai sulla collina, affida a versi epici e lirici, ma al contempo secchi e asciutti, privi di qualunque pretesa, la verità delle passioni che più li contraddistinsero in vita. Da morti infatti non hanno più alcun pudore, alcuna remora a parlare senza filtri dei loro vizi e peccati, dei loro amori e delle loro ambizioni, dei loro fallimenti ed errori e dei loro desideri. I defunti che danno voce alle loro storie sono personaggi ispirati da persone realmente esistite e che Edgar Lee Masters poté conoscere personalmente durante l'infanzia a Petersburg e l'adolescenza a Lewiston, capoluogo della contea di Fulton, bagnato dal fiume Spoon e il cui cimitero si chiamava Oak Hill Cemetery, dai più chiamato semplicemente The Hill, ovvero la collina. Altre storie probabilmente furono suggerite ad Edgar Lee Masters dalle disgrazie di coloro che egli poteva vedere ed ascoltare in tribunale, mentre svolgeva il suo lavoro di avvocato, mestiere che non amava, a cui lo aveva costretto il padre. Trasferitosi dalla campagna alla città egli si accorse che le cose non cambiavano granché rispetto alla vita nel villaggio: le passioni degli esseri umani erano identiche, anche se su scala ridotta. Decise allora di mettere nero su bianco questa costante invariabile nella vita dell'uomo medio.

La raccolta poetica completa in forma di libro dal titolo Antologia di Spoon River uscì a Chicago sotto il nome reale del suo autore (in un primo momento infatti E. L. Masters pubblicò solo alcuni componimenti sotto lo pseudonimo di Webster Ford) nel 1915. Questa pubblicazione segnò, come scrive e spiega molto bene nella prefazione alla traduzione italiana del testo Fernanda Pivano, la «rinascita della poesia americana, di cui la Dickinson era stata troppo solitaria preannunciatrice».

Quali sono le innovazioni nel modo di fare poesia che questa raccolta mette a nudo? Cosa la distingue e la rende così irresistibile da divenire il libro di poesia più acquistato e letto dai giovani americani? Sicuramente il fatto che la maggior parte di essi poteva riconoscersi nei versi impressi sulle pietre tombali di coloro che riposano sulla collina. In un articolo dal titolo La grande angoscia americana, uscito il 12/03/1950 a firma di Cesare Pavese su L'unità di Torino, 6 giorni dopo la morte di Edgar Lee Masters, leggiamo: «Lee Masters Guardò spietatamente alla "piccola America del suo tempo e la giudicò e rappresentò in una formicolante commedia umana dove i vizi e il valore di ciascuno germogliano sul terreno assetato e corrotto di una società, la cui involuzione è soltanto il caso più clamoroso e tragico di una generale involuzione di tutto l'Occidente. Per questo le spettrali, dolenti, terribili, sarcastiche voci di Spoon River ci hanno tutti commossi e toccati a fondo. È la voce di una società che non pensa più in "universali".»

Una società che non pensa più in "universali" è una società che fatica a reagire di fronte al dolore, all'angoscia e alla problematicità dell'esistenza, perché è priva di quegli strumenti che consentono di condurre una lotta comune e concorde in vista di un miglioramento, è una società in cui ciascuno si arrabatta come può, nella sua solitudine, perché vive in un contesto sociale che ha perso "il senso e la guida dei suoi atti". Ecco che cosa rappresentò Spoon River per i giovani americani. E fu proprio questo a sconvolgere la giovanissima e già talentuosa allieva di Cesare Pavese al primo incontro con questi versi.

Fernanda Pivano lesse infatti per la prima volta la raccolta poetica di Lee Masters su consiglio di Cesare Pavese. Il libro le fu donato nella versione originale dal suo supplente di italiano in risposta ad una domanda su cosa distinguesse la letteratura inglese da quella americana. Il messaggio implicito in quel dono era chiaro: leggi questi versi e te ne renderai conto da sola. E ringraziamo il cielo per questa domanda posta con ingenuità da una giovanissima Nanda al suo mecenate. Senza quel dono probabilmente non avremmo avuto la traduzione di questa opera straordinaria. Senza dubbio non avremmo avuto questa traduzione. Nanda fu infatti così colpita da queste poesie, dalla loro "semplicità scarna" e dal loro "contenuto dimesso, rivolto ai piccoli fatti quotidiani privi di eroismo e impastati soprattutto di tragedia", che decise di tradurli per meglio imprimerseli nella memoria. La traduzione fu l'atto attraverso il quale ella accolse nel suo mondo ciascun personaggio con la sua storia disgraziata, fu la chiave per entrare nelle pieghe dell'anima di ciascuno. Nanda rimaneggiò di continuo le sue traduzioni, per entrare sempre più in sintonia con i morti cui voleva dare voce e un giorno Pavese trovò queste bozze nel suo cassetto e le prese con sé, sotto lo sguardo profondamente imbarazzato dell'allieva. Le portò ad Einaudi e convinse l'editore a pubblicarle. Il libro in traduzione italiana uscì per Einaudi il 9 marzo 1943, poco prima che la casa editrice fosse confiscata. Per evitare censure si utilizzò uno stratagemma: si abbreviò il titolo in Antologia di S. River di modo che potesse camuffarsi nella raccolta dei pensieri di un fantomatico San River. Nonostante ciò il libro fu comunque sequestrato per l'immoralità della copertina e la sua traduttrice pagò la traduzione con il carcere. Ma ne valse la pena. Lo scrisse lei stessa qualche tempo dopo: «Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare […] mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.» E ne siamo estremamente contenti anche noi e siamo grati a lei e Pavese per questo atto eroico.

La copertina fu infatti sostituita con "insolita docilità" e il libro iniziò a circolare e ad aprire le menti di moltissimi ragazzi della giovane generazione vissuta nel periodo del regime. Il volume veniva citato con la semplice abbreviazione di Spoon River, titolo che ancora oggi racchiude in sé l'amore per la poesia, più in particolare per quella poesia, che ha saputo ispirare molti autori e anche un cantautore del calibro di De André, che da questa antologia trasse l'ispirazione per le 9 meravigliose tracce che compongono l'album Non al denaro non all'amore né al cielo. Senza questa traduzione non ci sembrerebbe di sentire ancora il Suonatore Jones chiedere al mercante di liquori: «tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?»

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